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Ossa fragili, calcoli, parestesie, confusione? Paratiroidi in disfunzione

Professoressa Maria Luisa Brandi a Elisir su Rai3

Le paratiroidi, quattro piccole ghiandole endocrine situate nel collo, nascoste dietro la tiroide, sono l'argomento dell’intervento della Professoressa Maria Luisa Brandi, docente di endocrinologia all’Università di Firenze, nuovamente ospite di Elisir nella puntata del 4 marzo 2026 su Rai3, di cui questo video è l'estrapolazione. In un dialogo chiaro e divulgativo con i conduttori Michele Mirabella, Francesca Parisella e Benedetta Rinaldi, la Professoressa Brandi ha spiegato perché il loro ruolo è cruciale per la salute e, in caso di malfunzionamento, quali siano i segni clinici da non sottovalutare.

Cosa fanno le paratiroidi?

Queste ghiandole endocrine si occupano di produrre il paratormone, l’ormone responsabile della regolazione del livello di fosforo e calcio nel sangue e quindi nei tessuti, fondamentale per la salute delle ossa, il corretto funzionamento dei muscoli e del sistema nervoso.

Il paratormone agisce su tre fronti:

  • mobilizza calcio e fosforo dall’osso;
  • aumenta il riassorbimento renale di calcio e favorisce l'eliminazione del fosforo:
  • innesca la forma attiva della vitamina D nel rene, favorendo così l'assorbimento del calcio da parte dell'intestino.

Le paratiroidi quindi, di concerto con la ghiandola tiroidea, contribuiscono a mantenere costante la concentrazione di calcio nel sangue.

Se qualcosa non funziona?
  • Iperparatiroidismo primario o secondario — paratormone in eccesso, con conseguente ipercalcemia; il primario a volte dovuto ad adenoma, la soluzione è chirurgica.
  • Ipoparatiroidismo — ridotta produzione di paratormone; rapida insorgenza di sintomi neuromuscolari (parestesie, contrazioni, rischio di tetania), spesso evidente dopo interventi chirurgici al collo.

La Professoressa Brandi ha sottolineato come i sintomi possano essere sottili, a volte confusi con disturbi neurologici o psichiatrici, rendendo la relativa diagnosi non sempre tempestiva.

I segnali da non sottovalutare

Calcoli renali ricorrenti, fratture in età inaspettata, sintomi neuromuscolari o confusione mentale sono sintomi che richiedono approfondimento specialistico. Valori fuori norma di calcemia e PTH daranno l'indicazione al clinico sul miglior percorso da seguire.

“Nello scheletro abbiamo circa 1 kg di calcio”, ma l’osso non è solo struttura meccanica ma anche tessuto endocrino, produttore di ormoni capaci di influenzare altri organi e l'intero metabolismo (osteocalcina, fosfatonine e diversi altri).
In caso di fratture da fragilità è fondamentale valutare il metabolismo del calcio per escludere forme di osteoporosi secondaria legate a disordini paratiroidei.

Diagnosi e terapie:

L'ipoparatiroidismo viene normalizzato con l'assunzione di integratori di Calcio e vitamina D e, quando necessario, con assunzione di rhPTH o diuretici.
L'iperparatiroidismo primario con ipercalcemia significativa viene spesso causato da adenoma, che viene quindi asportato con intervento chirurgico spesso risolutivo. In pazienti non operabili e in alcuni casi di iperparatiroidismo secondario si può ricorrere a farmaci come il Cinacalcet per il controllo dei livelli di paratormone e calcio.

L’intervento della Professoressa Maria Luisa Brandi ha evidenziato come un gruppo di minuscole ghiandole possa avere effetti sistemici rilevanti e talvolta silenti. Per chi sospetta problemi legati al metabolismo del calcio, è opportuno rivolgersi a un Endocrinologo per accertamenti, che possa distinguere le diverse forme di disfunzione e scegliere così la terapia più appropriata.

Fonte dati: RaiPlay

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